Il sogno di un uomo ridicolo

Note di regia

Tutto intorno a me è macerie e desolazione, il mondo è crollato seppellendo valori e certezze che sembravano immortali. Vago nell'indifferenza più totale, estraniandomi da tutto ciò che è animato e non. Questo il mio inferno, ancor più di dolore e pena, fatto di vuoto, di nulla.
E allora il suicidio. Si, la parola fine a questo senso di angoscia che non ha confini.
Ora mi siedo davanti al tavolino, apro il cassetto, prendo la rivoltella. Indugio uno, due secondi e la mia candela e la tavola e la parete davanti a me a un tratto si muovono e oscillano e io... mi sparo.
Ecco così iniziò il viaggio, il sogno o forse è meglio dire il mio incubo. Scoprii un mondo nuovo, nel contempo uguale al nostro, dove tutto era un trionfo di bellezza, amore e armonia. Conobbi gli uomini di quella terra felice, la luce che albergava nei loro cuori e, infine, piansi la loro rovina. Capii che la condizione dell'uomo è senza via d'uscita perché l'individualità e l'egoismo sono insiti nella nostra stessa natura. Ma proprio da questa amara e crudele considerazione ebbi quella che potrei definire "la rivelazione" il segreto per rimettere tutto a posto: "Ama gli altri come tè stesso".
E qui appunto mi risvegliai.
Era stato tutto un sogno. Un sogno, o forse no, forse no...
Certo, sono consapevole che nessuno ascolterà la mia voce, io sono un uomo ridicolo, ormai tutti ridono di me, pur tuttavia non posso non predicare, urlare a squarciagola, attraverso le sbarre di questa mia prigione, la "verità".

Antonio Sterpi

Dal Resto del Carlino di sabato 5 novembre 2005

Un sofferto monologo tra tormento e speranza

CIVITANOVA — Antonio Sterpi, regista della Compagnia teatrale civitanovese "Piccola Ribalta", ha voluto compiere su se stesso un singolare esperimento: verificare se poteva reggere il peso di un lungo monologo di Dostoevskij, "II sogno di un uomo ridicolo". L'esito della performance è stato lodevole, un'ora di scavo psicologico in un animo tormentato, un applauso a scena aperta e un lungo consenso finale di un pubblico folto e partecipe. Testo arduo, sia per il protagonista (ma bisogna ricordare, accanto al mattatore-regista, anche la collaborazione alla regia di Luigi Ciucci e Rita Trobbiani, la scena molto funzionale dello stesso Ciucci e le musiche di Samuele Dutto) che per il pubblico, che a Civitanova sta mettendo a frutto la propria fruizione di teatro e sta toccando livelli di notevole maturità. Tener desta l'attenzione degli spettatori per un'ora non è impresa facile, neppure per attori consumati: Sterpi, che ha personalità, voce e intelligenza bastevoli per dare smalto e verità a un personaggio, per complesso che sia, ha profuso tutte le riserve della propria arte scenica, ha convinto e infine vinto la dura battaglia. Un teatro di alta meditazione, che scava nelle pieghe della psiche umana, negli abissi della sofferenza, negli angusti spazi della speranza. Sterpi ci ha introdotto in un lungo incubo, che lo spettatore ignaro del testo avrebbe giudicato senza speranza se, alla fine, non fosse luminosamente emersa la "rivelazione ": ama gli altri come te stesso. Messaggio cristiano, certo, ma in questo contesto messaggio civile, ricetta di sopravvivenza, acquisizione della coscienza della vita e delle leggi, e fermo proposito di lottare e ancora lottare … Questo certamente non è un teatro non d'evasione; semmai è tutto il contrario, un teatro di forte coinvolgimento morale e civile, con il simbolo di una bambina che ci ha  richiamato il finale del felliniano "La dolce vita” Testi così complessi se ne possono proporre uno ogni sei mesi. Ma una funzione essi ce l' hanno: far crescere l’intelligenza critica di un pubblico,come quello civitanovese, che ormai nel teatro ci crede.

Franco Brinati

dal Resto del Carlino di giovedi 29 marzo 2007

Da non perdere a Macerata.
In scena al Lauro Rossi "Il sogno di un uomo ridicolo"

Domani alle 21,15 il Lauro Rossi di Macerata aprirà il sipario su Fedor Michajlovic Dostoevskj. Il testo messo in scena dalla compagnia Piccola Ribalta di Civitanova è "Il sogno di un uomo ridicolo" e a proporlo è Antonio Sterpi, conosciuto come attore e regista nell'ambiente teatrale per i molteplici riconoscimenti ottenuti in venticinque anni circa di attività. Sterpi nella sua messa in scena, ci introduce nei meandri di una storia paradossale a tinte forti con forza e intensità interpretativa tali da coinvolgere ed emozionare il pubblico. Nel racconto Dostoevskj analizza con lucidità il percorso psicologico intrapreso da un uomo a cui viene rivelato, grazie ad un sogno, il segreto per salvare il genere umano: amare gli altri come se stessi. Ed è questa proposta di amore che lo renderà "ridicolo" agli occhi della società votata all'individualismo più esasperato: Suggestiva l'ambientazione scenografica di Luigi Ciucci, che ha curato con Rita Trobbiani l'aiuto regia.

Il sogno di un uomo ricolo
 
Traduzione ........ Alfredo Polledro e Gabriele Lavia
Aiuto regia ............Luigi Ciucci e Rita Trobbiani
Scenografìa .. Luigi Ciucci
Realizzazione Scenografa .. ASD n. 1 di Valentino Damiani
Luci e Fonica .. Alessandro Pianesi
Costumi .. Sartoria TUL.MA. di Massimo Eleonori
Musiche .. Samuele Dutto
Progetto grafico .. Marco Ciucci
Musiche .. Samuele Dutto
Service .. teatro Service di Gino Campetella
Foto .. Roberto dell'Orso