L'avaro

“L'’Avaro”, commedia scritta in cinque atti in prosa, è ispirata all’”Aulularia” di Plauto. Molière non si fa scrupolo di riprendere alcune delle scene più famose e i tratti principali della personalità dell’avaro protagonista. In Arpagone l’avarizia ha soffocato ogni altro sentimento, i figli Cleante ed Elisa lo odiano. Arpagone vuole sposare la bella e povera Mariana, che è amata da Cleante, e vuole maritare Elisa all’ormai non più giovane Anselmo che l’accetta senza dote. A questo punto, il servo di Cleante, il Freccia, ruba ad Arpagone la sua cassetta di denaro e la consegna a Cleante che vuole usarla per avere in cambio Mariana. Arpagone accusa di furto Valerio, suo intendente, il quale pensa che la collera del padrone derivi dalla scoperta dei suoi segreti amori con Elisa. L’arrivo di Anselmo, che riconosce in Mariana e in Valerio i figli creduti morti in un naufragio, scioglie l’intrigo. Gli innamorati si sposano e Arpagone ritrova il suo denaro.“L’Avaro”, commedia scritta in cinque atti in prosa, è ispirata all’”Aulularia” di Plauto. Molière non si fa scrupolo di riprendere alcune delle scene più famose e i tratti principali della personalità dell’avaro protagonista. In Arpagone l’avarizia ha soffocato ogni altro sentimento, i figli Cleante ed Elisa lo odiano. Arpagone vuole sposare la bella e povera Mariana, che è amata da Cleante, e vuole maritare Elisa all’ormai non più giovane Anselmo che l’accetta senza dote. A questo punto, il servo di Cleante, il Freccia, ruba ad Arpagone la sua cassetta di denaro e la consegna a Cleante che vuole usarla per avere in cambio Mariana. Arpagone accusa di furto Valerio, suo intendente, il quale pensa che la collera del padrone derivi dalla scoperta dei suoi segreti amori con Elisa. L’arrivo di Anselmo, che riconosce in Mariana e in Valerio i figli creduti morti in un naufragio, scioglie l’intrigo. Gli innamorati si sposano e Arpagone ritrova il suo denaro.

Note di regia

Chi è Arpagone? Cosa vede nella sua immagine riflessa dallo specchio? Come si relaziona con il suo io? Forse non lo sapremo mai, come tutto ciò che appartiene a quel universo in noi che chiamiamo mente. Possiamo però, senza scomodare la psicanalisi e riducendo il tutto ad un valore niente affatto scientifico ma umano, fare considerazioni e supposizioni su ciò che il personaggio suggerisce, quando dice e fa. Egli vive in continua ansia, nella disperata difesa dei propri averi che rappresentano la sua sola ragione di vita. Gli altri, tutti, costituiscono una minaccia che assume aspetti e volti diversi. Ha accettato di vivere in completa solitudine interiore incapace di condividere, perfino con i propri figli, i lati umani dell’esistenza: le gioie, i dolori, l’amore e una miriade di altri aspetti dell’esistenza umana che sono propri della nostra quotidianità. Nel nostro progetto scenografico la sua casa/forziere assume inevitabilmente i caratteri della prigione dorata da cui, sentendosi protetto, non vorrà uscire. Ma nella sua lucida follia egli assume anche i caratteri del bimbo che immagina chissà quale paradiso, illuminato da milioni di monete d’oro e gioielli e ancora pietre preziose di mille colori, nel quale volare, gioire, libero di dar sfogo a ogni sua fantasia e così ecco che, pian piano,si addormenterà abbracciato al suo amore più grande: la cassa di denaro.

Antonio Sterpi

dal Resto del Carlino di giovedi 2 novembre 2006

Ciucci e Sterpi rileggono l'avaro di Moliere: e Arpagone diventa perfino simpatico...

CIVITANOVA - Una volta tanto, parliamo per prima cosa della scena e del suo creatore, Luigi Ciucci: veramente suggestiva, con tocchi di originalità e un effetto complessivo gratificante per gli spettatori che all'"Annibal Caro" sono affluiti fino al limite della capienza per gustare "L'avaro" di Moliere nella trascrizione di Antonio Sterpi, regista e protagonista. Insomma una serata da autentico mattatore per l'attore della "Piccola Ribalta", che ha riscosso un notevole successo con il suo Arpagone sanguigno e viscerale, maniaco e innamorato in modo patologico del suo ego. Lavoro tutt'altro che facile da mettere in scena, "L'avaro". Perchè praticamente senza azione, senza trama, senza canovaccio; tutto giocato sulle sfumature psicologiche dei personaggi. Il pubblico ha mostrato di gradire la sciolta e ben ritmata lettura del testo di Moliere ripagando regista scenografo e attori con applausi molto convinti. Sterpi si è imposto per la forza del ruolo, ma anche per l'intelligenza con cui lo ha animato. Così, paradossalmente, un antipatico come l'avaro è diventato, grazie all'interprete, un personaggio perfino affascinante. Lavoro nel quale si rispecchia anche la società attuale, nella disperata difesa dei propri averi, nella mancanza assoluta di impennate idealistiche. Ormai Sterpi ci ha abituato a regie acute, che sanno trarre dal copione gli umori più appassionanti: la sua maturazione è notevole non tanto per le innate qualità di direzione e organizzazione quanto per le luci che sa far balenare tra le pieghe di un testo complesso dove, dicevamo, manca il fatto e tutto è lasciato al carattere degli interpreti. Performance molto divertente, perchè la naturale antipatia che si prova per uno dei peccati capitali più meschini, appunto l'avarizia, trova riscontro nel divertimento che la commedia induce con il suo dialogo fitto, colorito, a tratti irresistibile. Insomma, Moliere è sempre Moliere e Sterpi & C. ne sono stati davvero degni.

Franco Brinati

Da “L'Eco della Riviera” del 12 aprile 2007

Imperia

La compagnia “Piccola Ribalta” di Civitanova Marche, per la regia di Antonio Sterpi, partecipa per la quarta volta al Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Imperia portando lavori sempre di alto livello e molto diversi per tipologia di spettacolo. Quest’anno presenta uno dei grandi classici del Teatro: L’Avaro, commedia scritta in 5 atti in prosa e ispirata all’Aululana di Plauto. Molière non si fa scrupolo di riprendere alcune delle scene più famose e i tratti principali dell’avaro protagonista. In Arpagone l’avarizia ha soffocato ogni altro sentimento, i figli Cleante ed Elisa lo odiano. Arpagone vuole sposare la bella e povera Mariana,amata da Cleante, e vuole maritare Elisa all’ormai non più giovane Anselmo che l’accetta senza dote. A questo punto il servo di Cleante, il Freccia, ruba ad Arpagone la sua cassetta di denaro e la consegna a Cleante che vuole usarla per avere in cambio Mariana. Arpagone accusa del furto Valerio, suo intendente, il quale pensa che la collera del padrone derivi dalla scoperta dei suoi segreti amori con Elisa. L’arrivo di Anselmo, che riconosce in Mariana e in Valerio i figli creduti morti in un naufragio, scioglie l’intrigo. Gli innamorati si sposano e Arpagone ritrova il suo denaro.

Da “La RIVIERA” del 13 aprile 2007

FESTIVAL ARTE DRAMMATICA Al Cavour arriva “L’avaro” di Moliere. Imperia

Quarto appuntamento domani sera alle 21 al Teatro ‘Cavour” di Imperia con il Festival d’Arte Drammatica organizzato da “Imperiateatro” con la direzione artistica dei “Cattivi di cuore”. In cartellone un classico, “L’avaro” di Moliere, portato in scena dalla Compagnia “Piccola Ribalta” di Civitanova Marche per la regia di Antonio Sterpi. La trama: in Arpagone l’avarizia ha soffocato ogni altro sentimento, i figli Cleante ed Elisa lo odiano. Arpagone vuole sposare la bella e povera Mariana, amata da Cleante, e vuole maritare Elisa all’ormai non più giovane Anselmo che l’accetta senza dote. A questo punto il servo di Cleante, il Freccia, ruba ad Arpagone la sua cassetta di denaro e la consegna a Cleante che vuole usarla per avere in cambio Mariana. Arpagone accusa del furto Valerio, suo intendente, il quale pensa che la collera del padrone derivi dalla scoperta dei suoi segreti amori con Elisa. L’arrivo di Anselmo, che riconosce in Mariana e in Valerio i figli creduti morti in un naufragio, scioglie l’intrigo. Gli innamorati si sposano e Arpagone ritrova il suo denaro.

Il Padre
Personaggi ed interpreti
Arpagone ................................. Antonio Sterpi
Mastro Giacomo ............................. Luigi Ciucci
Claudia ................................... Emilia Bacaro
Frosina .................................. Rita Trobbiani
Il Freccia ................................ Paolo Petrini
Mariana ................................... Futura Foresi
Elisa ................................ Eleonora Sbrascini
Il Commissario ........................ Maurizio Arbuatti
Valerio ............................... Daniele Pettinari
Anselmo .................................. Mario Pallotta
Cleante ................................... Mauro Luciani
Mastro Simone .............................. Luigi Ciucci