Le allegre comari di Windsor

Note di regia

Quando si parla di Falstaff si ha la sensazione di averlo già conosciuto anche senza aver avuto il piacere di leggere le due parti dell’ “Enrico IV”, “ Le allegre Comari di Windsor” e gustato il capolavoro verdiano che ha indubbiamente accresciuto la valenza del personaggio. Capace di impersonificare una sorta di universale saggezza popolare, il grasso cavaliere, caduto in disgrazia, trova la sua dimensione nell’eccesso, nella ricerca spasmodica di tutti i piaceri possibili avulso da ogni qualsivoglia rispetto del potere, delle leggi e della società. Quasi a dispetto di quanto detto, Falstaff ha in se il potere, attribuitogli dall’autore (non so fino a che punto consapevolmente), di imporre sulla scena il suo carattere insieme perverso e affascinante. A riprova di ciò, vale la pena ricordare (ma qui navighiamo tra storia e leggenda) che la Regina Elisabetta, dispiaciuta della morte di Falstaff raccontata nell’ Enrico V, impose a Shakespeare di risuscitarlo commissionandogli un’opera divertente che lo vedesse protagonista. La regina, come è ovvio, venne puntualmente accontentata e nel 1602 uscì la pubblicazione della commedia con il titolo “Falstaff e le allegre Comari di Windsor”. Nel necessario quanto periglioso lavoro di riduzione e adattamento del testo si è voluto da un lato estrapolare l’essenziale della vicenda e, dall’altro, esaltarne l’aspetto burlesco e giocoso. Vittima predestinata degli impietosi scherzi delle nostre Comari, Falstaff gioca un ruolo solo apparentemente passivo, saltando, con deprecabile equilibrio, da una situazione all’altra come un clown a cui non riesce l’esercizio. Si avverte nell’impostazione scenica, pur nella sua tradizionalità, una sorta di circo che delimita e nel contempo unisce lo svolgersi dell’azione. Gli attori, coinvolgendo il pubblico nello svolgersi della pièce, riusciranno a renderlo partecipe della vicenda che altro non è se non l’occasione per giocare insieme.

Antonio Sterpi

Note di scenografia

Le esigenze sceniche erano molte e raffigurare tutti i luoghi richiesti dal testo in modo realistico risultava improponibile per l’economia dello spettacolo. Anche la soluzione della scena multipla per luoghi deputati non risolveva il problema. Sono ricorso alla soluzione di un palco girevole per realizzare il passaggio dal reale: casa Ford e casa Page raffigurate da facciate in quinta, la locanda della Giarrettiera come una enorme botte tutto decorato con la classica tecnica nordica della costruzione ad ossatura, ad una scena più favolistica, come quella del bosco di Windsor e della quercia di Herne.

Luigi Ciucci

dal Resto del Carlino di martedì 9 settembre 2003

 CIVITANOVA – Decimo anno di attività per l’associazione teatrale “Piccola Ribalta”, che si accinge a portare sulle scene della sua città la sesta edizione di “Caro Teatro”, un evento culturale che cresce d’importanza di anno in anno e che avvicina sempre più giovani al mondo del teatro, che è e resta sempre formativo. La rassegna “Caro Teatro”, afferma il sindaco Marinelli, funge da apripista rispetto alla stagione teatrale “ufficiale”, quella dei “Teatri di Civitanova” (Annibal Caro,Rossini e Cecchetti). La Piccola Ribalta ha predisposto una programmazione che prenderà il via domenica (ore 17,30 anche per tutte le altre date), con la rappresentazione de “La donna volubile” di Carlo Goldoni, messa in scena dal Gad di Pistoia per la regia di Franco Checchi. Queste le date successive: domenica 12 ottobre “Arsenico e vecchi merletti” di Kesserling, a cura della Compagnia teatrale “Al Castello”(regia Claudio Pesaresi); domenica 19 ottobre “Toccata e fuga” della compagnia di Imperia e “I cattivi di cuore”(regia di Gino Brusco); domenica 26 ottobre “Hauseisen – Casa di ferro”, della compagnia Prototeatro di Montagnana (regia di Piero Dal Prà). Sarà infine la “Piccola Ribalta” a concludere la rassegna domenica 2 novembre con “Le allegre comari di Windsor”, di William Shakespeare, per la regia di Antonio Sterpi, direttore artistico di “Caro Teatro”. La rassegna è stata arricchita negli anni con iniziative collaterali, come il concorso di grafica pubblicitaria, promosso in collaborazione con il Professionale “Bonifazi”. Gli studenti della Scuola media superiore, invece, vengono coinvolti nel Concorso “Arnaldo Giuliani”, intitolato all’indimenticabile giornalista civitanovese approdato per una brllante carriera al Corriere della Sera: I giovani vi si cimentano con un “pezzo” giornalistico dopo aver visto uno spettacolo. Ultima idea, “Una classe al loggione” : un vero invito agli studenti, che a turno avranno la possibilità di gustare degli spettacoli della rassegna.

Ennio Ercoli

Le allegre comari di Windsor
Personaggi ed interpreti
Sir Jhon Falstaff ............................ Luigi Ciucci
Comare Alice Ford .......................... Rita Trobbiani
Comare Meg Page ........................ Eleonora Sbrascini
Frank Ford ................................. Antonio Sterpi
George Page ......................... Francesco Cicchitelli
Robin ................................. Massimo Pigliacampo
Quickly ..................................... Emilia Bacaro
Anna Page ............................. Monica Belardinelli